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Una vicenda inquietante Inquinata la democrazia - Intervista ad Agostino Ghiglia

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Una vicenda inquietante Inquinata la democrazia
Intervento di Agostino Ghiglia, componente del Garante per la protezione dei dati personali
(Di Francesco Giubilei, Il Giornale, 15 dicembre 2024)

Agostino Ghiglia, Componente del Garante per la protezione dei dati personali italiano, non usa giri di parole per definire la decisione del Garante europeo per la protezione dei dati: «È una vicenda inquietante tutta da chiarire».

Ci spieghi meglio…

«Altro che battaglioni di hackers russi, iraniani, ucraini, coreani e sanmarinesi impegnati a inquinare le libere e democratiche elezioni dei Paesi occidentali… A seguito del reclamo di Noyb, il Gepd ha ammonito la Commissione europea poiché sarebbero stati i suoi colletti bianchi a fare microtargeting elettorale al fine di influenzare, tramite la piattaforma X/Twitter, gli elettori liberali e di sinistra  (non quelli interessati a parole chiave come Giorgia Meloni, Vox, Marine Le Pen) a favore di una proposta di legge Ue per consentire alle “Autorità” di leggere le comunicazioni online dei cittadini».

Significa che la Commissione Ue si è intromessa nel processo democratico in modo illegale?

«Esatto, questo ammonimento ci dice che la Commissione Ue ha cercato di inquinare o indurre il voto di una parte dei cittadini europei facendo un microtargeting, c’è stata una profilazione politica degli elettori, l’articolo 9 del Gdpr lo vieta espressamente, in termine di protezione dei dati personali è un fatto gravissimo».

Lo ha fatto nei confronti di tutti i cittadini?

«No ma è ancora più grave poiché hanno scelto solo l’elettorato liberale e di sinistra che ritenevano potesse essere più sensibile a questo tema ed escluso i conservatori, ciò testimonia una finalità politica».

Se la legge promossa dalla Commissione Ue dovesse essere approvata cosa cambierebbe per i cittadini?

«Per fare prevenzione a potenziali terroristi o alla pedopornografia, le aziende private proprietarie dei nostri device potrebbero andare a vedere tutta la nostra corrispondenza, le foto, i video in chiave preventiva e segnalare direttamente alle autorità competenti eventuali storture che si distanziano dalle policy, un’intrusione nel privato devastante».

È possibile un paragone con quanto avvenuto in Romania?

«Ogni situazione è a sé stante ma nel caso in questione che riguarda la Commissione Ue abbiamo la pistola fumante che non lascia spazi a dubbi, c’è stata una profilazione su dati particolari che sono dati sulle preferenze politiche delle persone ed è un processo atto a inquinare la vita democratica contrario alle leggi europee».

Scheda

Doc-Web
10082781
Data
15/12/24

Tipologie

Interviste e interventi